Descrizione estesa
🌾 UNA FIERA DEGLI ANTICHI MESTIERI DA RECORD!
Sono passate poche ore dalla conclusione di questi tre giorni e, credetemi, non è semplice trovare le parole per raccontare tutte le emozioni che abbiamo vissuto.
Una cosa, però, possiamo dirla: siamo andati oltre ogni più rosea aspettativa.
Tantissime persone, famiglie, espositori da record e, soprattutto, una Mediglia che, ancora una volta, ha saputo ritrovarsi, stare insieme e raccontare con orgoglio le proprie radici.
Ed è proprio questo il senso della nostra Fiera degli Antichi Mestieri: ricordarci da dove veniamo per capire meglio dove vogliamo andare.
Passeggiando tra i vecchi trattori e assistendo alla sgranatura del mais, alla trebbiatura e alla macinatura, una delle immagini che porterò nel cuore è quella degli occhi lucidi dei nostri anziani.
In quei momenti non stavano semplicemente guardando dei vecchi macchinari: stavano tornando bambini. Tornavano alle cascine, alle loro famiglie, alla fatica nei campi, a un mondo fatto di sacrificio, lavoro, rispetto e comunità.
E accanto a loro c’erano i nostri bambini.
Sabato mattina, alla Cascina Canova della famiglia Arioli, hanno scoperto come nasce e viene prodotto il riso. Perché è importante che i nostri ragazzi sappiano che il riso non nasce sullo scaffale di un supermercato: prima di arrivare sulle nostre tavole ci sono la terra, l’acqua, il clima e, soprattutto, il lavoro, la passione e la fatica di tante persone.
Abbiamo visto le vacche dell’azienda Ranghetti, i conigli, le oche e le anatre pinguino, conosciuto da vicino il mondo agricolo e assaggiato le eccellenze della nostra terra: il riso della Cascina Canova, la polenta preparata dalla nostra Pro Loco con il mais della Cascina Folli, praticamente a centimetro zero, e tanti altri prodotti del territorio.
Un grazie alla Cascina Pizzo, sempre vicina alle nostre attività, che anche quest’anno ha contribuito concretamente con allestimenti, mezzi e prodotti di eccellenza e qualità.
Abbiamo raccontato il passato, ma abbiamo voluto anche guardare al futuro attraverso le nuove tecnologie applicate all’agricoltura. Perché tradizione e innovazione non si escludono: le radici sono ciò che ci permette di crescere.
E, parlando di tradizioni, non posso non citare il Team Ribelli e gli Amici agricoltori della bergamasca capitanati dall’inarrestabile Giandomenico Gregori, per gli amici “Puleggia”.
Con i loro mezzi e le lavorazioni di un tempo hanno riportato in vita un pezzo della nostra storia contadina. Gli applausi e la curiosità delle tantissime persone presenti credo siano stati il ringraziamento più bello.
Poi gli espositori, l’apicoltore, il granitaio con la sua macchina d’epoca, i cavalli delle Giacche Verdi e il battesimo della sella per i bambini, le associazioni, il parco giochi e la sfilata canina non competitiva con il nostro Ufficio Tutela Animali e l’inarrestabile consigliera Antonella Gullo, che, con professionalità, disponibilità ed esperienza, è un punto fermo per tante famiglie con animali d’affezione.
E, naturalmente, tre serate di musica, festa e voglia di stare insieme.
Un ringraziamento speciale va anche alla nostra parrocchia, che, insieme a l'ausiliaria Cristina e ai suoi ragazzi, ha animato e impreziosito i momenti di intrattenimento e divertimento, portando entusiasmo, energia e un prezioso spirito di comunità.
Ma dietro una Fiera così ci sono soprattutto persone.
La nostra Pro Loco Mediglia, con il presidente Michelangelo Bartucci, la sempre presente vicepresidente Liliana Rispoli e tutti i volontari che hanno lavorato prima, durante e dopo la manifestazione.
A loro si sono aggiunti il presidente della Pro Loco di Pantigliate, Salvatore Rizzo, e i suoi ragazzi, venuti a Mediglia semplicemente per darci una mano.
E questo, per me, ha un significato bellissimo: dimostra che, quando ci sono disponibilità, stima, rispetto e, soprattutto, amicizia, non esistono confini comunali. Esistono persone che collaborano e comunità che si aiutano.
Un grazie sincero alla famiglia Lovati, che anche quest’anno ci ha concesso l’utilizzo del terreno, permettendoci di continuare questa splendida avventura.
E una menzione davvero speciale alla famiglia Di Mascio, che quest’anno, ancora più che nelle precedenti edizioni, è stata un perno fondamentale nell’allestimento e nella realizzazione della Fiera.
È giusto dirlo chiaramente: parliamo di mezzi e materiali messi a disposizione a titolo completamente gratuito e di tantissime ore di lavoro volontario, donate con uno straordinario spirito di servizio verso la comunità nella quale si vive.
Perché appartenere a una comunità non significa semplicemente abitarci. Significa esserci, partecipare, rimboccarsi le maniche e mettere a disposizione ciò che si può, senza chiedere nulla in cambio.
Alla famiglia Di Mascio va quindi un grazie che viene davvero dal cuore.
E poi c’è la mia squadra.
Il vicesindaco Alessandro Bonfanti, elemento fondamentale soprattutto nel delicato campo della sicurezza; l’assessore all’Agricoltura Francesco Boerchi, una spalla importante nell’organizzazione e nei rapporti con le realtà produttive agricole e zootecniche del territorio; l’assessore Elisa Roberta Baeli, sempre attenta sul fronte della Protezione Civile; l’assessore Rosy Simone, sempre presente dove c’è cultura da promuovere e valorizzare.
La mia giovane Presidente del Consiglio, Simona Vettese, che mi affianca con entusiasmo e attenzione nella cura di tanti aspetti e dettagli organizzativi; il consigliere Francesco Vaccaro, sempre pronto a dare una mano; la consigliera Genny Tagliavia, timida e riservata... almeno fino a quando non parte la musica! Da quel momento diventa una vera animatrice di ballo per i nostri ragazzi, trascinando tutti con la sua allegria; e, naturalmente, la consigliera Antonella Gullo, che ho citato prima.
Perché una squadra è anche questo: responsabilità, lavoro, ma anche sorrisi e voglia di stare in mezzo alla propria comunità.
E permettetemi un pensiero particolare per il mio carissimo e unico comandante della Polizia Locale, dott. Roberto Cilano.
Chi organizza eventi di queste dimensioni sa quante problematiche possano nascere dietro le quinte. Roberto è sempre al mio fianco e con lui condivido responsabilità, problemi e, soprattutto, la ricerca delle soluzioni. Non soltanto durante questa Fiera, ma ogni volta che c’è qualcosa da affrontare.
Grazie, comandante, perché so che ci sei. Sempre.
E grazie a tutti gli agenti della nostra Polizia Locale, alla Protezione Civile, agli Alpini, l'A.N.V.G. di San Zenone a L., alle associazioni, agli espositori, alle aziende agricole e a tutti i volontari.
Quest’anno, poi, abbiamo vissuto un’emozione per me davvero particolare: la presentazione di “Mediglia, Terra del Cuore”.
Quando, molto umilmente, ho messo insieme quelle parole, avevo un desiderio: creare qualcosa che potesse unire tutti noi medigliesi in un’unica voce.
Poi ho incontrato la sensibilità e la professionalità del maestro Roby Cantafio, che ha creduto in questo piccolo sogno e gli ha dato musica, melodia e anima.
Più di 40 persone, tra bambini, cittadini e amministratori, hanno partecipato alla registrazione. Eravate così tanti che, a un certo punto, abbiamo dovuto chiudere le registrazioni!
Ma quell’inno non appartiene soltanto a chi lo ha cantato.
Appartiene a tutti noi. È l’inno di tutti i medigliesi.
E infine loro.
I nostri YOUNG.
Ragazzi, vedervi così numerosi, vedervi lavorare, aiutare, correre da una parte all’altra, sempre disponibili e sempre con il sorriso, mi ha reso davvero orgoglioso.
Siete la linfa vitale della nostra Mediglia.
Forse il record più bello di questa Fiera non è soltanto quello delle presenze o degli espositori. È vedere quanti giovani abbiano voglia di mettersi a disposizione degli altri.
Avete dimostrato i vostri valori, la vostra disponibilità, la vostra educazione e il vostro senso di appartenenza.
E allora ve lo dico esattamente come mi viene dal cuore:
BRAVI, BELLI E SPLENDIDI!!!
Continuate così, perché, guardando voi, possiamo avere fiducia nel futuro della nostra comunità.
Sicuramente avrò dimenticato qualcuno e me ne scuso.
Ma vorrei che chiunque abbia montato una struttura, preparato un piatto, spostato un tavolo, guidato un mezzo, presidiato un incrocio, accompagnato un bambino, pulito, cucinato, servito, organizzato o semplicemente dato una mano sentisse questo grazie rivolto anche a sé.
Perché questa Fiera non l’ha fatta una persona.
L’ABBIAMO FATTA TUTTI INSIEME.
Ed è questa, forse, la cosa più bella che ci portiamo a casa.
La Fiera degli Antichi Mestieri è l’anziano che, per qualche minuto, torna bambino.
È il bambino che scopre da dove arriva ciò che mangia.
È l’agricoltore orgoglioso del proprio lavoro.
È il volontario che dona il proprio tempo.
È il giovane che sceglie di esserci.
È la nostra storia.
È la nostra gente.
È la nostra Mediglia.
Grazie, davvero, a tutti.
Ci vediamo il prossimo anno, cercando ancora una volta di migliorarci, con umiltà, tanto lavoro e la stessa immensa passione.
Il Sindaco
Giovanni Carmine Fabiano